L'esame di polisonnografia a domicilio





Le domande più di frequenti che ci vengono poste al momento di prenotare la polisonnografia a domicilio riguardano la modalità con cui viene effettuato l'esame polisonnografico e il monitoraggio del sonno. Come si effettua in pratica la polisonnografia? E' un esame invasivo o fastidioso? Quali apparecchiature vengono utilizzate? Dormo a casa mia durante il monitoraggio del sonno?

Questo articolo è il racconto di come un esame di polisonnografia a domicilio è stato preparato e svolto da uno dei nostri tecnici di neurofisopatologia su un paziente reale di Sonnocheck.

Il primo contatto

Il primo contatto tra il paziente e il tecnico domiciliare che si occuperà di organizzare ed effettuare l'esame avviene per telefono dopo che il paziente ha prenotato l'esame on line oppure ci ha contattato tramite il nostro call center. In questo primo contatto non solo si concorda la data dell'esame ma il paziente fornisce alcune informazioni personali che sono necessarie per predisporre gli strumenti di misurazione come ad esempio l'età, il peso e l'altezza. Altra informazione importante è l'orario orientativo in cui ci si addormenta e in cui ci si sveglia la mattina successiva.

A casa del paziente

Il giorno dell'esame il tecnico si reca a casa dal paziente con gli strumenti di monitoraggio che dovranno essere utilizzati durante il sonno notturno, gliene spiega il funzionamento, glieli fa indossare e glieli lascia per una notte. Quindi con la polisonnografia a domicilio è il tecnico che aiuta il paziente ad indossare la strumentazione di monitoraggio, il che riduce al minimo se non elimina il rischio di un errata applicazione dello strumento e dei sensori il che potrebbe inficiare il risultato dell'esame.
Inoltre il paziente dorme nel comfort del proprio letto il che permette di alterare il meno possibile le condizioni in cui il paziente normalmente dorme e quindi di ottenere un profilo del sonno che sia veritiero e significativo.

Alla mattina al risveglio il paziente si toglie lo strumento da solo/sola. Successivament eil tecnico torna a recuperare lo strumento all'orario concordato preventivamente. A questo punto la registrazione passa al medico refertatore che la analizza e redige il referto contenente la diagnosi e le conclusioni che riassumono la situazione del paziente dal punto di vista delle apnee notturne.

Gli strumenti di misurazione

Gli strumenti con cui si effettua la polisonnografia sono il polisonnigrafo e il pulsossimetro.

Il polisonnigrafo è lo strumento per la registrazione cardio respiratoria. Indossarlo è molto semplice. Si deve attaccare una clip al colletto della magliettina intima. Lo strumento ha due fasce o cinture che misurano l'espansione del torace e quindi eventuali interruzioni del respiro. La fascia toracica che va posizionata sulla gabbia toracica all'altezza del cuore (ve ne sono di varie misure e sono comunque regolabili). Devono essere ben adrenti ma non stringere troppo perché dovendo misurare l'espansione del torace devono comunque conservare una certa libertà di movimento. L'altra fascia viene posizionata più o meno sulla linea dell'ombelico. Le fascie si indossano e si tolgono allacciando e slacciando un bottone sul davanti. E' importante che le fasce abbiano la stessa distanza sia sul davanti che sulla schiena.

Poi si dovranno indossare le cannule nasali monouso (anche detti occhialini nasali). Si indossano appoggiando i due tubicini terminali sul labbro superiore in corrispondenza delle narici e facendo passare i raccordi dietro le orecchie. I due terminali non vanno in profondita nelle narici. Possono produrre un minimo fastidio all'inizio ma dopo pochi minuti ci si abitua e il senso di sconforto si attenua di molto. E' importante far passare il raccordo dei tubicini dietro le orecchie e poi sul davanti del collo. Si deve evitare di farlo passare invece dalla parte posteriore del collo perché poi quando si appoggia la testa sul cuscino questa potrebbe andare a comprimere il tubicino e quindi lo strumento registrerebbe erroneamente il verificarsi di una apnea.

Il pulsossimetro si applica al polso. Misura la frequenza cardiaca e la saturazione. Il sensore va applicato al dito indice o al dito medio. Lo accendiamo un momento per verificare che si colleghi con il polisonnigrafo, che le batterie siano cariche e che l'orario di accensione sia impostato correttamente. E' importante che la punta del dito non esca dal sensore di gomma.

Devo accendere e spegnere il polisonnigrafo manualmente?

No lo strumento è stato già preimpostato per accendersi e spegnersi automaticamente agli orari che sono stati concordati in precedenza - ad esempio accensione alle 00:00 e spegnimento alle 07:00. Quindi basta indossare il polisonnigrafo e il pulsossimetro prima di coricarsi senza premere nessun tasto. Non è importante addormentarsi e svegliarsi esattamente negli orari pre impostati, in quanto il polisonnigrafo misurerà comunque lo stato di veglia o di sonno del paziente. Si imposta in genere un range di 7-8 ore in modo da essere sicuri di avere almeno 4 ore di misurazione che permettono di avere un intervallo di misurazione significativo. Quando ci si sveglia la mattina ci si toglie il polisonnigrafo da soli.

Quali fattori possono causare un'incorretta misurazione o un'assenza di misurazione?

La corretta applicazione del pulsossimetro al dito e della nasal cannula sono fondamentali per avere un corretto esito dell'esame. Poi potrebbero verificarsi problemi tecnici degli strumenti (batterie scariche, avaria di uno strumento, tubi/connessioni che si disconnettono). Se per qualche motivo la registrazione non viene effettuata correttamente, l'esame viene ripetuto una seconda volta senza nessun costo.

Se mi sveglio e mi devo alzare per bere o andare in bagno?

Nessun problema. Si può fare tutto quello che vuole, lo strumento comunque misura la posizione che si assume (supino, prono, in piedi) e ne tiene comunque conto durante la misurazione.

Ce la farò a dormire indossando questa strumentazione?

All'inizio è normale avere una certa ansia o essere infastiditi dalla strumentazione. Ma una volta abituatisi e assunta una posizione confortevole ci si addormenta e anche se non si trascorre una notte normale di sonno, comunque si raggiunge facilmente il minimo numero di ore necessario per avere una registrazione significativa.

È sufficiente una notte di monitoraggio?

Se nella notte del monitoraggio si trascorre una notte di sonno tipica, le apnee notturne, se presenti, verranno rilevate anche se di minima intensità. È importante che la notte di sonno sia per quanto possibile "normale" cioè rappresentativa di una notte tipica trascorsa dal paziente. Si consiglia quindi nel giorno precedente la notte dell'esame di non dedicarsi ad attività che possano in qualche modo alterare il sonno, come mangiare pesante, o assumere sostanze che interferiscono con il sonno come alcolici, caffè, stimolanti, etc. oppure effettuare attività sportiva intensa prima di coricarsi.

Quando mi arriva il referto con l'esito dell'esame?

Il giorno dopo l'esame o comunque in un giorno successivo concordato, il tecnico torna a recuperare il polisonnigrafo. A questo punto la palla passa al medico refertatore che a partire dal tracciato registrato dallo strumento redige il referto dell'esame in cui viene indicata la presenza o meno di apnee notturne, il tipo di apnee, il grado di intensità ed altri parametri che vanno a completare il profilo cardio-respiratorio del sonno quali gli episodi di russsamento e le desaturazioni di ossigeno.
Il referto viene inviato via e-mail al paziente dopo pochi giorni dall'effettuazione dell'esame non appena il medico refertatore la rende disponibile.

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